Zenzero, curcuma e cardamomo: la triste storia delle erbe medicinali “vittime” del marketing

Effetti benefici o strumenti per incentivarne l’acquisto? Ecco quanto c’è di vero

Le Zingiberacee (Zingiberaceae) sono una famiglia di piante Angiosperme comprendente circa 52 generi e più di 1300 specie.

La famiglia delle Zingiberaceae è importante perché fin dall’antichità fornisce spezie molto usate, soprattutto in Asia e nel Medio Oriente, ma anche in Africa ed in Europa, come lo zenzero (Zingiber), la curcuma (Curcuma), il cardamomo (Elettaria), l’aframomo (Aframomum), l’amomo (Amomum) e la galanga (Alpinia).

Zenzero

Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae originaria dell’Estremo Oriente. Anticamente era detta anche gengiovo e talvolta oggi è commercializzata col nome inglese di ginger.

Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di un rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il frutto è una capsula divisa da setti in tre logge.

Il rizoma essiccato, generalmente commercializzato in polvere, è impiegato come spezia in cucina e nella preparazione di liquori e bibite (in particolare del Ginger beer e del Ginger ale) come aromatizzante. Ha essenzialmente proprietà stimolanti la digestione (catalogato come uno stomachico), antinfiammatorie e antiossidanti.

Lo zenzero e l’olio di zenzero contengono zingiberene come principale composto aromatico, al quale si accompagnano diversi altri terpenoidi come il camfene, il β – fellandrene, il β – bisabolene ed il gingerolo.

Lo zenzero viene utilizzato come antinfiammatorio naturale per le sue proprietà antibiotiche (Phytomedicine in Joint Disorders, Dragos et al., 2016). Inoltre agisce come antiemetico in caso di nausea e viene utilizzato contro le vertigini.

La forma medicinale dello zenzero è stata chiamata storicamente “zenzero della Giamaica”. È classificato come uno stimolante e carminativo (medicamento che promuove l’espulsione dei gas dallo stomaco e dall’intestino), infatti è usato frequentemente per dispepsia e coliche.

Lo zenzero si è dimostrato efficace nel ridurre e in parte prevenire il fenomeno di assuefazione e la crisi di astinenza da morfina.

In uno studio condotto da Khayat et al., è emersa una differenza significativa tra due gruppi, uno trattato con zenzero e uno no, in termini di gravità generale della sindrome premestruale e gravità dei sintomi fisici, dell’umore e comportamentali (Curcumin attenuates severity of premenstrual syndrome symptoms: A randomized, double-blind, placebo- controlled trial, Khayat et al., 2015).

È comunemente utilizzato per:

Cura per la diarrea

Lo zingerone è probabilmente il componente attivo contro l'enterotossigenica Escherichia coli, ovvero la diarrea nella sua forma sensibile al calore e indotta da enterotossine.

Cura per la nausea

Lo zenzero, in numerosi studi, si è dimostrato efficace per il trattamento della nausea causata dal mal di mare, dalla gravidanza, e dalla chemioterapia. Gli effetti antinausea e antivomito degli estratti etanolico e acetonico del rizoma sono stati dimostrati sperimentalmente sul cane come rimedio agli effetti collaterali del trattamento con il farmaco antitumorale cisplatino.

Applicazioni in medicina popolare

C'è una gran varietà di usi per lo zenzero, nella medicina popolare. Il tè di zenzero è un rimedio per il raffreddore. Tre o quattro foglie di basilico sacro, insieme con un pezzetto di zenzero a stomaco vuoto, sono una cura efficace per congestione, tosse e raffreddore. Il Ginger ale e il Ginger beer sono stati raccomandati come "calmanti per lo stomaco" per generazioni, nelle nazioni dove tali bevande vengono prodotte, mentre l'acqua di zenzero era comunemente usata per evitare i crampi da calura, negli Stati Uniti. Lo zenzero è stato inoltre storicamente usato per trattare le infiammazioni, come confermato da diversi studi scientifici (Anti-Inflammatory Drugs and Herbs with Special Emphasis on Herbal Medicines for Countering Inflammatory Diseases and Disorders - A Review, Yatoo et al., 2018).

Lo zenzero è sulla lista delle sostanze “genericamente considerate sicure” della FDA statunitense, anche se ha delle controindicazioni se utilizzato insieme ad alcuni medicinali.

Le reazioni allergiche allo zenzero in generale producono eruzioni e, nonostante sia generalmente riconosciuto come salutare, lo zenzero può causare mal di stomaco, gonfiore, produzione di gas, specialmente se assunto sotto forma di polvere. Lo zenzero fresco, se non ben masticato, può causare blocco intestinale, e gli individui che hanno manifestato ulcere, infiammazioni all’intestino, o blocchi intestinali, potrebbero reagire malamente a quantità considerevoli di zenzero fresco.

Lo zenzero può anche agire negativamente su individui soggetti a calcolosi biliari, poiché il vegetale stimola il rilascio di bile dalla cistifellea. Inoltre, lo zenzero può influenzare la pressione del sangue, la coagulazione, e il ritmo cardiaco pertanto qualora persistano malattie cardiovascolari, assumerlo con estrema moderazione.

Curcuma

La curcuma è un’altra pianta della famiglia delle Zingiberaceae.​ La curcuma longa e uno dei suoi componenti biologicamente attivi, la curcumina, stanno ricevendo una maggiore attenzione a livello globale a causa di prove crescenti che dimostrano il potenziale terapeutico con effetti anti-infiammatori, antiossidanti e neurotrofici.

Diversi studi su animali suggeriscono che questi medicinali a base di erbe possano influenzare la diversità microbica dell’intestino (Effects of Turmeric and Curcumin Dietary Supplementation on Human Gut Microbiota: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Pilot Study, Paterson et al., 2018).

Il suo rizoma ha un uso secolare come spezia dietetica e un’erba ayurvedica apprezzata per le sue proprietà antinfiammatorie, quindi la sua utilità in condizioni artritiche, compresa quella reumatoide.

Il principio attivo è il diferuloilmetano, un pigmento fenolico giallo comunemente noto come curcumina, che ha un’azione benefica multiforme in vari campi della patologia (diabete, cancro, infiammazione, stress ossidativo) grazie alla sua capacità di influenzare favorevolmente una varietà di vie e mediatori di segnalazione.

Il β-Elemene, trovato nella Curcuma Wenyujin, un’erba usata nella medicina tradizionale cinese per il trattamento dell’artrite reumatoide, può essere un altro farmaco fitochimico attivo nelle artropatie. Uno studio in vitro ha dimostrato che il meccanismo principale agisce inducendo l’apoptosi attraverso l’aumento della produzione di specie reattive dell’ossigeno e l’attivazione della chinasi MAPK.

Curcuma e zenzero sono, inoltre, inibitori dell’enzima ornitina decarbossilasi, forti inibitori dell’acido arachidonico. Tutte queste caratteristiche, gli garantiscono una funzione antinfiammatoria proprio per l’inibizione della crescita cellulare.

Cardamomo

Il cardamomo è una specie di pianta tropicale appartenente anch’essa alla famiglia delle Zingiberaceae.

Il cardamomo era conosciuto in Europa fin dai tempi dei Greci e dei Romani, che lo utilizzavano per produrre profumi, ed è attualmente nota come la terza spezia più cara al mondo dopo zafferano e vaniglia.

Il frutto si presenta come una capsula contenente tanti piccoli semi di colore marrone-nero. I semi sono utilizzati come spezie, ma poiché perdono molto rapidamente il proprio aroma, comunemente viene conservata e commercializzata l’intera capsula, generalmente essiccata. Al momento dell’uso, la capsula viene rotta e i semi utilizzati sciolti o macinati.

È molto utilizzato come aroma nella preparazione del caffè alla turca, del caffè arabo e del tè iraniano.

Nella cucina mediorientale, cucina iraniana, turca e indiana è utilizzato per insaporire dolci e nelle miscele di spezie. Trova un suo utilizzo anche nella cucina dei paesi nordici (per esempio in Svezia e Finlandia).

In Cina sono utilizzati per aromatizzare piatti di carne arrostita e nel Vietnam sono usati come ingrediente nel brodo per la minestra di tagliatelle detta Phở.
Nella cucina etiope ed eritrea sono utilizzati nella preparazione dell’Himbasha, un pane celebrativo.

Anche il cardamomo, come zenzero e curcuma, ha delle applicazioni come erba medicinale: in Iran e India, il cardamomo verde è largamente utilizzato per la cura di infezioni ai denti e alle gengive, per prevenire e curare malattie della gola ed alitosi, congestioni dei polmoni e tubercolosi polmonare, infiammazioni delle palpebre, disordini digestivi e calcoli biliari.

È importante comprendere però che, nonostante tutti i comprovati studi che ne decantano le proprietà benefiche, queste erbe non siano da classificare come “sostitutivi” ai farmaci convenzionali utilizzati per la cura e/o trattamento delle patologie su descritte.

Ad oggi, infatti, la medicina ayurvedica e la fitoterapia, si sposano con il concetto di CAM, Medicina Complementare e Alternativa.

Dalla modifica dello stile di vita, al cambiamento di dieta, dai trattamenti sul corpo agli approcci di psicologia della salute, dall’uso di prodotti di origine naturale ai medicinali a basso rischio, tutto questo ed altro ancora è CAM.

La CAM è utilizzata, da molti cittadini di tutta Europa, come un “complemento” al trattamento convenzionale per migliorarne l’efficacia o semplicemente agire positivamente sullo stato di salute psico-fisica dell’individuo.

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