11 consigli per scegliere lo specialista a cui affidarvi

Oggi proveremo a discutere su 11 punti chiave per la scelta di uno specialista a cui affidarvi per un piano nutrizionale. Let’s go!

1. Abuso professionale

Ebbene sì. Le uniche figure abilitate per la formulazione di piani nutrizionali a qualsiasi scopo sono tutte figure sanitarie, e sono: il Dietista (Laureato triennale in Professioni Sanitarie, regolarmente iscritto al proprio Albo), il Biologo Nutrizionista (Laureato magistrale in Biologia, regolarmente iscritto al proprio Albo) ed il Dietologo (Laureato Magistrale in Medicina e Chirurgia con Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione, regolarmente iscritto al proprio Albo).

Risulta quindi di facile comprensione che personal trainer, coach del benessere, esperto in nutrizione, istruttore di sala attrezzi, distributore di integratori alimentari e tutti gli altri appellativi inventati a tal scopo, non sono riconosciute come figure professionali per la formulazione di piani nutrizionali o diete. In parole povere, questi ultimi effettuano un abuso di professione sanitaria nel momento in cui formulano, somministrano o consigliano diete elaborate o da loro o da terzi, e pertanto sono denunciabili dai vari Ordini di competenza.

2. “Non sono diete, ma consigli nutrizionali!”

Questo punto è strettamente legato al precedente. La maggior parte delle figure su citate, nonostante il divieto legislativo, elaborano e somministrano diete senza problemi legali. Perché? Proprio per non incorrere nell’abuso, lo stratagemma più diffuso è quello del consiglio nutrizionale. Tutti possono dare consigli alimentari, dalla signora del palazzo accanto, a colui che non ha nemmeno un parametro regolare delle analisi del sangue. E allora perché battersi tanto? Semplicemente perché i consigli nutrizionali non dovrebbero essere formulati con grammature, apporti calorici, lista integratori da assumere ed altri dettagli così specifici. Dovrebbero essere dei consigli per una corretta e sana alimentazione. Quelli che bene o male tutti conosciamo ma nessuno o pochi applicano; ad esempio l’aumento del consumo di frutta e verdura, la diminuzione del consumo di carne rossa o l’aumento dell’apporto idrico. Questi sono consigli!
Avete ancora dubbi? Beh, allora chiedetevi il perché le diete che “consigliano” non sono mai firmate da loro. Semplice! Due parole: RISCHIO DENUNCIA!

3. “Ha qualche problema di salute? No? Ok allora nessun problema!”

Perché appellarsi tanto per una firma? Altra domanda che in molti lettori si staranno ponendo. Per rispondervi vi raccontiamo una storiella. La sign.ra Carolina, avendo qualche kilo in più, decide di affidarsi ad un personal trainer conosciuto in palestra che le somministra una dieta ipocalorica per il dimagrimento. Dato il bassissimo apporto calorico, la signora inizia ad avere problemi di stanchezza, giramenti di testa, spossatezza, attacchi di fame e di ansia. La stessa signora, ancora ignara del danno arrecatole, decide di rivolgersi ad un medico, preoccupata per il proprio stato di salute. Finora tutto ok. Ma ora viene il bello.

La sign.ra Carolina dopo aver girato tra vari specialisti alla ricerca del problema, avrà speso tempo, soldi e salute ma soprattutto nulla di tutto ciò si ripercuoterà sul personal trainer. Vi chiedete come sia possibile? Un buon professionista fa sempre firmare al proprio paziente una lettera d’incarico corredata da modulo per la privacy in aggiunta ad un’approfondita anamnesi clinica del soggetto in esame. Solo dopo ciò, consegnerà una dieta sulla base dei dati raccolti, che sia ben strutturata e dettagliata (affinché possa essere compresa anche da altri specialisti) e firmata con tanto di timbro professionale (in modo da tutelare il paziente in caso di problemi con il piano nutrizionale).

4. Detraibilità delle spese

Altro punto da non sottovalutare. La regolare fattura emessa dallo Specialista (Dietista, Nutrizionista o Dietologo) è detraibile come spesa sanitaria (esente IVA). Ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. C), del TUIR, si ritiene che le spese sostenute per visite nutrizionali, con conseguente rilascio di diete alimentari personalizzate, siano detraibili. Pensate che una delle figure su citate vi rilascerà una regolare fattura alla consegna della dieta? A voi la risposta.

5. “Per dimagrire basta mantenersi sulle 1200 kcal!”

Altro trend in ambito di nutrizione. Partiamo dal termine “dieta”. Per dieta s’intende l’insieme degli alimenti che si assume per l’abituale alimentazione. Quindi non è un concetto applicabile al solo dimagrimento, ma un qualcosa di più ampio. La stragrande maggioranza delle persone inizia a storcere il naso quando si parla di dieta, proprio per via del fatto che spesso viene vista come una restrizione delle proprie abitudini alimentari.

Complice di ciò, la disinformazione sui concetti chiave dell’alimentazione quali metabolismo basale, dispendio energetico giornaliero e apporto calorico giornaliero. Il metabolismo basale è il consumo a riposo, in termini di calorie bruciate dal nostro organismo, prodotte dalle funzioni “basilari” come attività neuronale, neuromotoria, digestiva, ghiandolare, cardiovascolare, ecc. ecc. Il dato è mutabile da persona in persona, non solo sulla base del peso, ma in funzione dell’età, dell’altezza, della superficie corporea e di tanti altri fattori.

Tale concetto viene poi ad essere inglobato in quello di dispendio energetico giornaliero, che altro non è che il prodotto matematico del metabolismo basale per un fattore di attività fisica (detto LAF) e per un fattore di termogenesi (legato alla produzione di calore ai fini della regolazione della temperatura corporea). Quest’ultimo fornisce un dato quantitativo globale delle calorie bruciate dal corpo nell’arco della giornata. Infine, l’apporto calorico è il quantitativo di calorie prodotte bruciando i nutrienti ingeriti con la dieta nell’arco della giornata. Tutti i concetti esplicati, risultano molto complessi ma soprattutto variabili da persona in persona. Ecco perché non basta una dieta da 1200 kcal per dimagrire! Il tutto è da contestualizzare sul paziente e sui suoi dati personali.

6. Diete di gruppo e Diete fai da te

Analogamente a quanto detto al punto precedente, è tanto assurdo quanto largamente sconsigliato utilizzare diete elaborate su persone terze. Molti pazienti finiscono per passare il proprio piano nutrizionale ad amici, colleghi o parenti, i quali, pur rispettando in toto quanto descritto dal piano, ottengono risultati qualitativamente peggiori o addirittura non ottengono risultato alcuno.
Discorso peggiore ancora, è quello delle Diete fai da te. Qui fa da complice la disinformazione presente sul web. Negli ultimi anni, Internet è stato indirettamente fautore di numerose piaghe sociali. Questo perché, sostanzialmente, noi utenti medi fatichiamo ancora oggi a discriminare i contenuti di alta qualità da quelli di bassa qualità. Le diete fai da te rappresentano uno di questi casi. Per quanto detto al punto precedente, dovrebbe essere chiaro ormai che diete che non siano basate su dati REALI personali abbiano una scarsa validità e che in molti casi possano addirittura portare a complicanze di vario tipo. Infine, per le diete fai da te, essendo reperibili così comodamente su Internet in mancanza di uno specialista, vengono a mancare in ogni caso tutti i punti su descritti finora.

7. Perché mangiare quando si può integrare?

Anche qui, ancora una volta, bisogna partire dai concetti chiave. “Integrare”: completare, rendere intero o perfetto, supplendo A CiÒ CHE MANCA o aggiungendo quanto è utile e NECESSARIO per una maggiore validità, efficienza, funzionalità. E nel nostro caso quindi, quando è necessario integrare? Il consiglio generale è quello di usare degli integratori solo qualora non si possa assimilare con l’alimentazione tutti i nutrienti necessari. Il quadro ora è sempre più chiaro. La vera domanda da porsi non è se integrare o meno; bensì: sto mangiando bene? Se la risposta a questa domanda è no, allora prima di buttarvi nel mondo degli integratori, riguardate la vostra alimentazione. Lo stesso vale per gli sportivi. Diffidate da chi vi dice che per mettere massa bisogna necessariamente prendere proteine o aminoacidi ramificati. Basti pensare che ci sono un’infinità di body builder natural che raggiungono i propri risultati agonistici solo ed esclusivamente affidandosi ad una corretta alimentazione e ad un allenamento efficace.

Per di più, bisogna sfatare il mito che recita: PIÙ proteine = PIÙ massa magra. La maggior parte delle proteine assunte in aggiunta vengono ESCRETE! Ebbene sì, è inutile assumere concentrazioni abnormi di proteine. Non solo inutile, ma anche dannoso per i vostri reni. Purtroppo ci sono decine e decine di personal trainer che per dare l’illusione di allenarsi bene al cliente, compensano la loro poca esperienza, facendo assumere ai loro clienti proteine del siero del latte, aminoacidi, creatina e chi più ne ha più ne metta, i quali saranno subito soddisfatti vedendosi gonfi come dei palloncini. A queste persone, un solo consiglio, cercatevi un personal trainer serio!

8. La moda fighetta dei sostituti del pasto

In un mondo che va di fretta, ormai si ha poco tempo per qualsiasi cosa. E quindi, di conseguenza, come fare per risparmiare tempo ma ciò nonostante mangiare bene? Ecco a voi, l’idiozia del sostituto del pasto. La maggior parte di questi integratori si presenta sotto forma di liofilizzati in polvere, da sciogliere in acqua o latte. Millantano di poter dare tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno senza lo sforzo di dovervi applicare a capire cosa mangiare. Il risultato? Si diventa schiavi di questi frullati non avendo mai realmente appreso i principi di una sana e corretta alimentazione.

Inoltre non solo la maggior parte di questi integratori graverà sul vostro portafoglio (visto il costo elevato di quest’ultimi), ma soprattutto è impensabile sostituire un pasto completo con un integratore. Basti pensare la diversa composizione della matrice alimentare: nel caso dell’integratore, liquida; mentre per il cibo, per di più solida. L’assimilazione intestinale dei nutrienti varia in base a tantissimi fattori, tra tutti proprio la matrice alimentare.

La matrice solida, essendo tale, stazionerà di più nell’intestino. Ciò comporta una digestione più lenta e permette una corretta assimilazione dei nutrienti. Quella liquida, invece, ha un tempo di digestione molto più breve, determinando un’assimilazione molto più veloce e minore rispetto a quella solida. Logicamente, come per la maggior parte dei casi, è il troppo che storpia. Chi fa uso cronico e prolungato di questi integratori, finisce con l’avere seri problemi digestivi sia per il problema su citato, quanto per l’assenza della fibra alimentare necessaria per una corretta digestione.

9. Mangiare sano, guadagnando da mega imprenditori

Questi i presupposti di molte aziende multinazionali che utilizzano le vendite multilivello per la distribuzione dei propri prodotti. Ormai è virale. Sui social, in palestra, dal parrucchiere e persino in fila dal medico, è possibile trovare “coach del benessere” facenti parte di queste reti (per poveri pesci) di mercato. La maggior parte di queste aziende fa leva sulla debolezza delle persone per distribuire i propri prodotti in lungo ed in largo. Promettono lavoro, vita agiata, macchine, viaggi, soldi a palate e ville da sceicchi di Abu Dhabi.

Ma fatevi una domanda, di quelli che ve lo propongono, quanti hanno fatto soldi e vivono di rendita? Nessuno. Perché chi è che ci guadagna in questo tipo di vendite è chi è in capo alla piramide aziendale. Quei pochi, pochissimi, che effettivamente campano a spese di chi si fa in quattro per vendere l’integratore alla povera signora che vive con una pensione di 400 euro al mese. Integratori peraltro di qualità medio-bassa, venduti a costi molto più alti di tanti altri integratori pari qualità sul mercato.

10. “Ho perso 10 kg in 10 giorni”

Dovreste aver capito, ormai, che queste affermazioni lasciano il tempo che trovano. Perdere chili non è funzione della competenza di chi cura il vostro piano alimentare. Basti pensare ai suddetti coach del benessere che fanno perdere tanti chili mangiando tanto male. La perdita di peso non può e non deve essere contraddistinta da un calo ponderale veloce e repentino. La situazione è molto, ma molto, più delicata e sofisticata se si fa riferimento a massa grassa e massa magra. Una perdita rapida e non controllata non garantirebbe l’integrità della massa magra, andando a far si che non perdiate solo massa grassa, ma anche buona parte della muscolatura che andrebbe, invece, preservata. Ecco perché necessitano strumenti e competenze che solo un professionista abilitato può avere per il controllo continuo e costante del paziente.

11. “Ad ognuno il suo!”

Infine, immaginatevi a lavorare nel posto che avete desiderato per anni. Dopo tantissimi sacrifici, l’avete finalmente ottenuto meritatamente. E d’improvviso, arriva il ragazzetto di turno, che vi soffia il posto avendo il papà imprenditore aziendale. Non solo. Il ragazzetto dimostra, inoltre, di avere delle scarsissime capacità portando l’azienda al fallimento. E voi dove eravate?

Questa è la situazione al giorno d’oggi per noi professionisti. Possiamo scegliere di lottare per quello per cui abbiamo studiato e ottenuto con sacrifici, oppure far decadere i principi di una sana e corretta alimentazione dando il via libera ai tantissimi abusi professionali. Noi, come tanti altri, abbiamo fatto la nostra scelta.

È giusto che chi ha studiato per costruire, faccia le case; chi ha studiato per scrivere, faccia il giornalista; e chi ha studiato per fare le diete, faccia le diete!

È alquanto improbabile che un giornalista si metti a far diete!

Ah, no…
A buon intenditor…

Ti aspettiamo presso il nostro studio per una prima visita con la biologa nutrizionista.